Le tre scimmie della Sardegna

Anche con barritta e cambales sono sempre loro, NON VEDO, NON SENTO e NON PARLO.
Cieche, sorde e mute per tutto quello che è accaduto, accade e che sta per accadere alla nostra Terra e ai mari che la circondano.
Quando decidono di parlare sembra che siano in grado di dire solo frasi come, "prego accomodatevi" o "prego fate pure", nel solco della tradizionale accoglienza dei Sardi.
Eppure l'ospite è invadente oltre ogni limite. Così, tanto per discutere accademicamente di aree dove installare gli impianti di energia rinnovabile, prende una matita e segna tutti i mari a est, sud e ovest della nostra Isola.
Su un pezzetto di mare che resta libero, comunica che sarebbe opportuno barattarlo con la Francia, perché non crei troppi problemi in altri affari che interessano l'Italia. E non è finita, perché l'ospite è insaziabile. Ci fa notare come siano state spopolate e abbandonate tante aree all'interno dell'Isola, e inizia a mettere tante crocette anche su monti, colline e pianure.
Tutte aree ideali per installare altri impianti di energie rinnovabili.
Ma cosa se ne fa la Sardegna di tutti questi mega watt di energia prodotta nel suo territorio e nei suoi mari, visto che quanto attualmente produce è sufficiente per il suo fabbisogno?
E qui l'ospite, quasi trasecolato, ci spiega che tutto ciò che verrà prodotto sulla nostra Terra e nei mari che la circondano è per gli amici della Sicilia e del continente.
Basterà collocare sul fondo del mare uno o più cavi, che chiameremo Tyrrhenian Link e tutta quella energia la si porta dove occorre.
E i danni collaterali e i risarcimenti e gli ecosistemi distrutti? Tranquilli, ci rassicura. Ci penseremo noi con i fondi del Pnrr.
Anzi abbiamo un nuovo piano di finanziamenti ad hoc per la Sardegna, il Prraaaaaaa!



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