Solo rifiuti per i Sardi

Noi Sardi ci troviamo quotidianamente a subire comportamenti, strategie, leggi e norme che si trasformano costantemente in un rifiuto a soddisfare qualsiasi esigenza che derivi dalla nostra condizione di vivere in un'Isola.
Mai che si riesca a trovare soluzioni semplici e durature ai tanti problemi che ci affliggono ed equipararci, finalmente, a qualsiasi cittadino italiano.
E non riusciamo a vivere sereni e a fare l'abitudine alle continue sceneggiate cui dobbiamo assistere come, ad esempio, quelle attuali che riguardano i trasporti aerei e marittimi, nostra eterna croce.
Soprattutto per quelli aerei si prospettano tempi di soluzione all'altezza dei migliori pastrocchi che da decenni martirizzano i Sardi.
E cosa possiamo pensare quando veniamo a sapere che Sardegna Ŕ l'unica regione che non sarÓ destinataria dei finanziamenti del Recovery Fund per le aree portuali.
Per le dighe degli invasi isolani giusto quanto serve (speriamo) per la normale manutenzione.
Per le strade ferrate e per il trasporto extra urbano su gomma, in eterna precarietÓ come ben sanno e subiscono i tanti studenti e lavoratori pendolari, neanche un euro.
Forse c'Ŕ una buona notizia. Il Presidente Solinas Ŕ nominato Commissario per la viabilitÓ sarda. Un miliardo per il completamento di dieci cantieri stradali in Sardegna.
L'annosa situazione degli interminabili cantieri Ŕ stata sbloccata dal Ministro Giovannini.
Leggendo la notizia abbiamo pensato: "Immoi ti bollu biri".
Uno scetticismo che, speriamo, sia sconfessato velocemente.




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