E' iniziato l'assalto alla Sardegna

Siccome a parlare di complotto si passa per paranoici, ci limitiamo a considerare i fatti che esporremo come elementi della regola matematica che stabilisce che, sommando due più due si ottiene, sempre ed ineluttabilmente, quattro.
Allora:
se il Governo del Territorio e la Tutela del paesaggio non sono più di competenza della Regione Sarda, perché lo Stato Italiano se li è attribuiti d'imperio,
se sono sono allo studio decine di progetti per la realizzazione di parchi eolici, sia offshore sui mari intorno alla Sardegna, sia all'interno del territorio dell'Isola,
se è stato presentato un primo progetto per sfruttare il moto ondoso per produrre energia da realizzare su circa 15 ettari di mare a ridosso della costa algherese (Cala Burantinu) con vincolo per 50 anni,
si ottiene, applicando la succitata formula matematica, un univoco risultato.
Il Governo Italiano ha in animo di realizzare e di far realizzare una grossa fetta della Transizione Ecologica a spese, e con enorme danno, del nostro territorio e dei nostri mari. Non bisogna essere dei geni per considerare che la realizzazione delle diverse decine di parchi eolici offshore, che si vorrebbero dislocare intorno alla Sardegna, significherebbe la certa distruzione degli ecosistemi marini intorno alla nostra isola, con conseguente eliminazione della fauna ittica stanziale e allontanamento di quella di passo.
Un'autentica mazzata per la marineria da pesca isolana, a cominciare da quella che lavora e vive, da tempo immemorabile, grazie alla pesca del tonno.

Per la cronaca, è doveroso precisare che, per far rispettare le prerogative della Sardegna su Governo del Territorio e Tutela del paesaggio, è stato attivato un ricorso alla Corte Costituzionale mentre, per la tutela del litorale di Alghero, ha presentato ricorso il Gruppo di Intervento Giuridico.
La cosa che ci sconcerta e che, da parte dei politici isolani, non c'è stata nessuna levata di scudi, nessuna voce indignata, nemmeno un sussurro, né dai nostri rappresentanti in Parlamento, né da quelli regionali, provinciali, locali, indipendentisti, separatisti, e, a parte il Gruppo di Intervento Giuridico, neanche gli ecologisti.
NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO, uno slogan che da troppi anni è in voga tra coloro ai quali i Sardi, fiduciosi, hanno affidato il compito e l'onere di salvaguardare i loro diritti, e la tutela e il rispetto della loro Terra.



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