Giù le mani dalla Sardegna

Il comportamento che il Governo italiano cerca di adottare con la Sardegna, somiglia assai a quello riservato dai paesi colonialisti ai territori africani o d'oltre mare che hanno avuto la sventura di cadere sotto il loro dominio o sfera d'influenza.
Infatti, i tentativi di sfruttamento delle risorse e delle bellezze naturali della nostra Isola, si stanno facendo sempre più frequenti e insistenti.
E' dal lontano aprile 2003 che, con l'articolo dal titolo "Sardegna in vendita", abbiamo denunciato i tentativi di sconvolgere mari, monti e sottosuolo della Sardegna con mega impianti eolici, trivellazioni e depositi di scorie nucleari.
Tentativi susseguitisi anche negli anni 2004, 2005, 2009, 2014, 2015.
Oggi, come in quegli anni, sono numerose le richieste di installazione di parchi eolici nelle zone interne ad alto valore paesaggistico e ci sono fortissime pressioni per il via libera al progetto per un parco eolico off shore nei mari del sud Sardegna.
Il Governo italiano, poi, sembra che abbia tolto il veto alle attività di trivellazione per la ricerca di fonti energetiche sottomarine. Attività che, poco tempo fa, rientravano addirittura nelle mire di nazioni straniere.
Ciliegina sulla torta, l'ennesimo tentativo affinchè venga costruito in Sardegna il deposito nazionale per le scorie nucleari "leggere" e per i residui delle centrali nucleari dismesse.
Ce n'è abbastanza per creare forti preoccupazioni per quello che potrebbe diventare uno sconvolgimento dell'ambiente terrestre e marino, vera risorsa dell'economia isolana già compromessa a causa delle tante cattedrali industriali dismesse.
Prepariamoci all'ennesima battaglia. E non dobbiamo cedere su nessun punto.


home page