La Bella addormentata

Tutte le principali città e zone turistiche in ogni parte del mondo stanno preparando, da tempo, poderose attività di marketing e strategie di vendita per accaparrarsi sostanziose fette del mercato turistico già da ora, anche se la situazione sanitaria desta ancora qualche preoccupazione.
Il turismo è una delle più importanti fonti di reddito ad ogni latitudine. Le attrattive turistiche nel mondo, in Europa e in Italia sono migliaia e la concorrenza è spietata.
In tale contesto, l'industria turistica sarda, costituita per l'80% da strutture rivierasche, è in grande sofferenza. Le ultime decisioni del Governo la penalizzano ulteriormente. La paura è che anche quest'anno bisognerà accontentarsi delle briciole.
Eppure la Sardegna ha un asso da giocarsi. Qualcosa di unico al mondo, e quindi di enorme valenza se opportunamente pubblicizzato e valorizzato. Ci riferiamo all'immenso patrimonio archeologico che potrebbe diventare un richiamo irresistibile per un consistente target di flussi turistici, proprio per la sua unicità.
Allo stato attuale si ha l'impressione che i nostri amministratori non si stiano curando minimamente di questa opportunità, beati e felici di aver inoltrato la richiesta all'Unesco perché il Parco Archeologico Sardo sia riconosciuto come patrimonio dell'umanità.
Evidentemente sono convinti che il riconoscimento, se e quando arriverà, basterà da solo a recuperare, a scavare, a ripulire, a restaurare e valorizzare i tanti siti archeologici abbandonati, trascurati e vandalizzati.
Chissà cosa si aspetta ad avviare una strategia complessiva, coinvolgendo nelle indispensabili attività le tantissime comunità locali creando nuove opportunità di lavoro, fermando così la fuga dalla terra di origine di tanti giovani e meno giovani.


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