Caro Presidente


Sono giornalieri i Suoi appelli alle forze politiche, siano esse di maggioranza che di opposizione, affinché collaborino per traghettare il Paese fuori da questo terribile momento.
Questa richiesta potrebbe avere un senso se il Governo potesse avere difficoltà nel far approvare i provvedimenti, ma non è questo il caso, o se ne certificasse la sua incapacità mentre tra le forze di opposizione si nascondono menti illuminate. E non è questo il caso.
Non ha senso neanche se Lei, per caso, avesse perso la fiducia che aveva riposto su Conte e sulla nuova maggioranza. Perché la soluzione è nelle Sue prerogative ma non credo che Lei la applicherà. Perché significherebbe mandare tutti a casa e affidare le scelte al Popolo Italiano.
Il Popolo sovrano, ma col piffero.
Ci perdoni, ma abbiamo l'impressione che, per non voler ammettere di aver sbagliato tutto, Lei stia promuovendo un altro parto contro natura.
Ancora una volta l'alleanza, sempre per il bene del Paese, tra fazioni che si sono sempre odiate e insultate.
Fazioni che navigano, nel segreto delle urne elettorali ed eccetto il PD, dal 7% in giù.
Ma tant'è, quel pugno di voti che può portare in dote il Silvio nazionale bastano per navigare sicuri anche al Senato e far sopravvivere questo esecutivo per altri due anni.
Purtroppo, sembra che neanche Lei avverta il pericolo della pesantissima crisi economica che è in atto nel Paese. Pericolo dal quale questo Governo non è assolutamente in grado di proteggerci. Un vero disastro per il ceto medio che rischia di sparire e per quelli più bassi, ancora di più nella disperazione e nella povertà.
L'Italietta si consolerà organizzando il G20 del prossimo anno, con il culto dell'immagine del nostro pomposo Premier che non baderà a spese per far credere e per convincersi di contare qualcosa.
Saremmo pessimisti, ma prevediamo un inutile sfarzo come a Villa Pamphili, e un dispendio di risorse che l'Italia non può permettersi.



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