Lo scrigno del Logudoro Turritano
2^ parte


La conoscenza dei principali siti archeologici del Logudoro Turritano prosegue da:
Ploaghe. E' il paese che ha dato i natali al canonico Giovanni Spano grande studioso della storia, della lingua e dell'archeologia della Sardegna.
I suoi scritti e le sue opere sono, innanzitutto, un segno dell'amore per la sua Isola.
Ricordiamo nel territorio i nuraghe De Planu, Attentu e Sa Surzaga che, come scrisse Giovanni Spano, delimitavano il territorio di Ploaghe. Sono siti che, perlomeno per rispetto al grande studioso, meriterebbero ben altra cura.
Nel territorio di Putifigari presente la necropoli di Monte Siseri con la celeberrima tomba di s'Incantu con decorazioni e colori che risalgono a 5000 anni fa.
Il complesso, anche in questo caso, necessiterebbe di ben altra cura e considerazione.
Un pezzo che da solo, in qualsiasi parte del mondo, sarebbe il motore di un flusso turistico ininterrotto.
Anche il territorio del piccolo paese di Romana stato abitato fin dalla preistoria come testimoniano numerosi reperti custoditi nel Museo Sanna a Sassari.
Utilizzata sin dalla preistoria la fonte sacra di Mudeju, pi comunemente Fonte Romana di Abbarghente. Proprio al periodo della dominazione romana risalgono diverse statue votive trovate nei pressi della Fonte.
A Sassari bisogna assolutamente visitare il Museo Archeologico ed Etnografico Sanna che espone tantissimi reperti, la maggior parte riferiti al periodo della Cultura di Arzachena.
Nel territorio di Tissi dobbiamo lamentare, purtroppo, un complessivo abbandono di importanti siti archeologici.
Nel territorio di Usini, oltre alcuni nuraghe, si possono ammirare la Tomba di Chercos e la necropoli di s'Elighe Entosu.
Nella necropoli, alcune Domus de janas sono arricchite con elementi decorative o con la volta scolpita con due spioventi.





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