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Cagliari e altri 60 centri del medio e basso Campidano sono i primi a fare i conti con queste forti restrizioni, ma anche il Nuorese sarà, tra pochi giorni, interessato dal problema. Decenni di chiacchiere dei nostri amministratori, e decine di miliardi in opere che si stanno dimostrando inutili, hanno portato la nostra Isola a sostenere il paragone con un colabrodo. Da quando ho l'uso della ragione non sento altro che dire che le risorse idriche della Sardegna sarebbero sufficienti al fabbisogno, se non fosse che le reti di distribuzione sono obsolete. E se lo erano trent'anni fa figurarsi ora. Sembrerebbe che, comunque, stiano individuando un colpevole ben preciso. Appellandosi a statistiche, a studi complessi sui comportamenti, spiando di casa in casa nelle città e negli ovili in campagna, alcuni buontemponi sono arrivati alla conclusione che è proprio il Sardo la causa del suo male. Siamo i primi in Europa nello spreco delle nostre risorse idriche. In soli sei mesi all'anno, perchè negli altri sei mesi di acqua non ne vediamo, consumiamo una media di quattro volte di più di quanto, ogni altro abitante dell'Europa, consuma in un anno. Auguriamoci solo di svegliarci al più presto da quest'incubo. |