N
on passa giorno che questa telenovela infinita non si arrichisca di nuovi episodi che,
comunque, non sembrano siano in grado di cambiare, in senso positivo, il corso della
vicenda. E cioè un quasi totale inutilizzo della struttura e il sogno infranto di tanti
sardi, che credevano in quest'opera per un rilancio dell'economia dell'Isola.
Ci rifiutiamo di pensare che un'opera come il portocanale sia inutile; che sia stato
inutile investire tante centinaia di miliardi. Ci viene il dubbio che gli amministratori
e i manager, che a vario titolo occupano una o più poltrone nei suoi diversi organi di
amministrazione e gestione, abbiano scarsa dimestichezza con la materia o siano lontani
dalle strategie che governano il business del trasporto via mare.
La Sardegna si è dotata di un porto che è costato mille miliardi. Le sue banchine sono
zona franca. E' dotato delle migliori apparecchiature di carico e scarico.
Viene difficile pensare che il suo ruolo futuro possa essere solo quello di dependence di
Gioia Tauro.
Riteniamo che, in questo caso, la posizione del Presidente della Giunta della Regione
Sardegna, Mauro Pili, sia stata assolutamente corretta e che bene abbia fatto a nominare
una commissione ristretta che esaminerà il rispetto della concessione affidata alla Cct.
D'altro canto è auspicabile che venga studiata una politica che riesca a collocare sul
mercato un'opera come il Porto canale di Cagliari. La sua posizione nel Mediterraneo è
riconosciuta come strategica, le sue potenzialità operative sono tra le migliori in
Europa. E' solo questione di amministratori e manager più o meno capaci?
Certo che visto dall'alto del viale Buoncammino a Cagliari, il Porto canale con le sue
banchine desolatamente vuote, quest'opera che ha stravolto il paesaggio e alterato
irreversibilmente l'ambiente, riporta immediatamente il pensiero a tutto ciò che è stato
realizzato in Sardegna nel nome del progresso ma senza uno straccio di programmazione che
garantisse immediati e sicuri ritorni all'economia della Sardegna.ere come ignavi e
continueremo ad accettare alibi e scelte improponibili.