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Non ci resta che piangere??
Con il ripascimento dell'arenile, ad opera della draga
aspira-sabbia, i cagliaritani hanno il sospetto che si stia completando
la cancellazione del Poetto.
Non resta che sperare che le previsioni allarmistiche risultino destituite
di ogni fondamento e che la sabbia nera e ciottolosa si trasformi, come
promesso, nei granelli finissimi e chiari tanto amati.
Se così non fosse, avremo davanti a noi la conferma di come si possa
distruggere in breve tempo quello che madre natura ha costruito in
secoli di lavoro.
I cagliaritani stanno cominciando a formulare alcune domande ai loro
amministratori.
Le analisi davano la sicurezza del risultato??
Il contratto e gli accordi prevedevano la garanzia del risultato??
Come mai, in interviste pubbliche e televisive, era stato dichiarato
che la sabbia nera si sarebbe schiarita in tre mesi di aria e sole,
mentre ora si parla di due anni??
Perchè se quanto promesso (dune di sabbia candida) non dovesse essere
mantenuto, i cagliaritani si aspettano una azione chiara e pesante che
porti al recupero dei soldi pubblici e una azione di risarcimento per
il danno subito dalla loro amata spiaggia.
Si, perchè è notorio che i cagliaritani amano il Poetto più di ogni
altra cosa.
Anche più di quanto amino i loro amministratori comunali e provinciali,
soprattutto se risultasse che un eventuale danno ambientale deriva da
una loro incapacità o imperizia.
Nel frattempo la Procura della Repubblica ha aperto un procedimento
conoscitivo contro ignoti, per cercare di far luce su questa vicenda
che, difficilmente, potrà significare la rinascita del Poetto.
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