Puntualmente arrivano i numeri a delineare la realtà sarda, in maniera cruda e impietosa.
E, purtroppo, contrariamente a quanto viene sbandierato ogni tanto, i numeri delineano una situazione ancor più preoccupante rispetto a dieci anni fa. Decremento demografico, in ascesa; emigrazione, in aumento; disoccupazione, stabile su livelli alti; lavoro nero, in aumento. E, siccome i numeri parlano chiaro, i signori che negli ultimi dieci anni hanno occupato i banchi del Consiglio Regionale di via Roma (aumentandosi periodicamente i già lauti stipendi), dovrebbero dare qualche spiegazione ai Sardi.
Dai numeri si evince che la popolazione della Sardegna è diminuita rispetto a dieci anni fa. Quindi, se gli emigrati sono in aumento, se la disoccupazione è stabile al 18,3%, se il lavoro nero aumenta, significa che il rosario di centinaia di miliardi che vengono snocciolati in ogni finanziaria sono mal spesi, invece che a creare sviluppo e occupazione servono per altro. Proponiamo, e non è una impresa difficile, che si prendano i bilanci regionali degli ultimi dieci anni e si predisponga un documento che illustri agli elettori sardi come sono state spese quelle migliaia di miliardi.
Quali settori ne hanno usufruito, quali imprese ne hanno goduto, quanti posti di lavoro hanno contribuito a creare.
Perchè se è vero la moderna dottrina economica, in questa epoca di globalizzazione, non può prescindere da redditività, economicità, meritocrazia, va da sè che gli elettori sardi devono fare una seria riflessione in vista delle prossime scelte dei propri rappresentanti.