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Da Sardo a Sardo Illustrissimo Presidente Cappellacci, la sua elezione era stata salutata come una grande opportunità per la Sardegna. Le promesse elettorali, supportate con la solita enfasi dal suo sponsor e dai suoi ministri, avevano dato un filo di speranza a tanti lavoratori in Sardegna. Il suo slogan, sulla possibilità che i Sardi e la Sardegna potessero nuovamente sorridere affrontando il futuro, era molto accattivante. Ma, altro che sorridere! In tre mesi i Sardi e la Sardegna hanno consumato tutte le loro lacrime e non resta loro che un cumulo di promesse e tanta disperazione. Da Sardo a Sardo le dico che Lei ha perso la più grande occasione della Sua vita, offertale su un piatto d’argento proprio da Berlusconi. La Sua grande occasione era quella di dimettersi. Mi permetta di fare un piccolo ragionamento. Tutte le promesse elettorali si sono rivelate un grande bluff. Il G8, il polo chimico, i comparti industriali nel nord, nel centro e nel sud della Sardegna che non avrebbero perso neanche un posto di lavoro. Tutto cancellato in tre mesi da decisioni da autentico bollettino di guerra. Non si sono avute le vittime umane della martoriata terra d’Abruzzo, ma le ferite della Sardegna, a differenza di quelle abruzzesi, sembrano insanabili. Che dire dell'annuncio della cancellazione del G8, mentre nel medesimo momento Lei ne magnificava le opportunità per la Sardegna, davanti a tante autorità del mondo imprenditoriale e politico ? Quale più lampante dimostrazione della mancanza di rispetto umano e istituzionale da parte del Grande Manovratore ? Questa situazione, per Lei, aveva un unico sbocco. Le dimissioni. Sono certo che Lei, con un simile atto, avrebbe acquisito con i Sardi un credito politico inestinguibile e si sarebbe potuto presentare alle elezioni nei prossimi decenni con la certezza matematica che i Sardi avrebbero votato una sola persona, Lei. Il nostro Obama, l’uomo della speranza e del riscatto. Invece tutto quanto è successo ha confermato quanto tanti Sardi già pensavano. Cioè, che il Grande Manovratore può far eleggere chi vuole, e che Lei può muoversi esclusivamente all’interno di certi spazi, assai limitati. E’ triste dover fare queste considerazioni. Ma, soprattutto in politica, Lei è la conferma che del Sardo fiero, orgoglioso, pronto a difendere i diritti della Sua terra, non vi è traccia. Da Sardo a Sardo. Parafrasando una frase contenuta nel Suo programma di governo, non mi sento fiero di questa identità e di questa cultura. |