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Il breve Carnevale di quest'anno è ormai passato e dimenticato. La regina delle feste, tra le tante che hanno animato le piazze e le strade della Sardegna, è stata, anche quest'anno, la inimitabile Sartiglia di Oristano
Il Gremio dei contadini per la domenica 10, e il Gremio dei falegnami per martedì 12 febbraio, sono i grandi cerimonieri di questo atteso appuntamento.
I lunghi preparativi, per la Sartiglia di domenica si stanno completando e Oristano attende solo il momento in cui Francesco Casu, "su Componidori", in sella al suo cavallo "Sirio" correrà verso la stella con lo spada tesa in Sea e' Santa Maria.
Dopo di lui, si cimenteranno "su secundu" e "su terzu" poi, via via, un certo numero di altri cavalieri, scelti a sorte in un lotto di 117, proveranno a centrare la stella.
Perché è vero che il carnevale oristanese presenta quindici giorni di feste e manifestazioni, ma la sua vera essenza è li in quel gesto, in quell'attimo di equilibrio su una catapulta animale lanciata a cento all'ora.
Domenica 10
Il banditore che gira per la città annunciando la Sartiglia, i cavalli tirati a lucido che prendono confidenza con i ricchi addobbi. E poi nella casa sede del Gremio dei contadini, la vestizione de "su Componidori", Chicco Casu. Un uomo che il rituale e la maschera trasformano, in breve, in un essere senza età e fuori dal tempo. L'augurio "Santu Giuanni t'agiudidi" che il Presidente del Gremio rivolge a "su Componidori". E poi in groppa al cavallo, senza rimettere più piede a terra fino alla fine della Sartiglia.
Ed ecco la Giostra. La tensione resta sempre alta, mentre le corse alla stella si susseguono. E San Giovanni, protettore del Gremio dei contadini, li ha aiutati. Quattordici stelle centrate su cinquantare discese. E' un auspicio di una buona annata nei campi che impegna molto San Giovanni, considerate le premesse siccitose.
Poca fortuna per "su Componidori" invece, nessuna stella centrata, nè con la spada, nè con lo stocco, ma la gente accalcata lungo il percorso aveva una espressione di venerazione per lui che supino sul cavallo lanciato al galoppo benediceva tutti con "sa pippia de maju". Poi tutti ad ammirare le spericolate esibizioni delle pariglie in via Mazzini.
Lunedi' 11
Si puo' assistere ad un degno intermezzo tra le due Sartiglie maggiori. E' la leva dei futuri campioni, il legame con il cavallo che nasce, ora in groppa ai cavallini della Giara, affinandosi nei prossimi anni per poter arrivare poi alla Sartiglia sugli splendidi anglo-arabo-sardi o purosangue inglesi o purosangue arabi, a perpetuare una pluricentenaria tradizione.
La Sartiglietta non è, comunque, uno spettacolo di secondario livello. Possiamo assicurare che quanto si è visto anche quest'anno è stato entusiasmante. I giovani e giovanissimi cavalieri ed amazzoni hanno compiuto delle ottime prove, a volte spericolate, che hanno confermato una innata predisposizione a cavalcare. Sedici stelle d'argento e due d'oro sono l'eccezionale bottino di questa edizione. Chicco Casu e Antonello Bassu possono stare tranquilli. I loro eredi stanno crescendo bene.
Martedi' 12
Si rinnova il rito della vestizione. Stavolta spetta ad Antonello Bassu nella tradizionale Sartiglia organizzata dal Gremio dei Falegnami. Una edizione più sfortunata di quella domenicale. Solo otto stelle, solo una d'oro, quella vinta da Renzo Mura. Ma il pathos è sempre lo stesso, intatto. Nasce al momento della vestizione del "Componidori" e cresce quando la maschera senza emozioni e senza tempo gli viene posta sul volto, mentre sul capo cala il cilindro. E poi in groppa a Zanock per smontare solo a fine Sartiglia. Ci ha messo tutta la sua capacità e la sua grinta per accontentare gli Oristanesi, ma "su Componidori" deve fare i conti con la fortuna. E così tutti i cavalieri. A parte il ridotto numero di stelle, non sono certo mancate le emozioni. L'attesa, sperando che la prossima discesa fosse quella buona, le incredibili prove di equilibrio in groppa al cavallo lanciato al galoppo, quarantasette stelle toccate inutilmente.
Ma anche l'incoronazione di una regina, Federica Trudu. Perchè la Sartiglia non è solo per uomini.
Infine le prove allo stocco, altrettanto sfortunate.
La Sartiglia si chiude con quel rito che gli Oristanesi attendono quanto la stella. La benedizione che "su Componidori" impartisce alla folla con quel mazzo di violette Sa pippia de maju, La bambina di maggio. Si conclude con questo strano, misterioso e affascinante rito, quello che tutti gli Oristanesi ritengono l'appuntamento più importante dell'anno per la loro Città.






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