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Tour operator e grossisti hanno ormai stampato i loro cataloghi e listini. C'è spazio solo per i classici contratti last minute. Le strategie per il 2003, poi, si svilupperanno in altri momenti e in altre sedi. In sintesi, per i costi che comporta, la B. I. T. deve essere gestita in modo partecipativo e propositivo differente. La Sardegna si è presentata in modo disunito, con strategie non concordate tra i diversi operatori pubblici e privati mancava, o era stato respinto, il coordinamento. Tante manifestazioni promozionali, tanti ospiti. I programmi per la B. I. T., quando gli sono stati sottoposti, non hanno entusiasmato l'Assessore che ha preferito non presenziare. L'unica risposta valida da dare, per quanti hanno sostenuto la partecipazione e criticato l'assente, sarebbe quella di mettere in tavola le assunzioni di impegno o i contratti sottoscritti. Sarebbe una valida giustificazione degli impegni umani e finanziari spesi per la partecipazione alla Borsa del Turismo. Certo ci dispiace dover annottare che la scarsa coesione delle strategie turistiche della nostra Isola deve essere stata assai evidente se il vice direttore dell'Agenzia Giornalistica Italia (che è sardo) in una intervista televisiva ha comentato che, purtroppo e al solito, l'antica frase di un vicerè spagnolo "pocos, lo(s)cos y mal unidos" rendeva chiaramente quella che era stata la partecipazione della Sardegna alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. |