Avvoltoi sulla Sardegna


Un tempo, noi sardi, avevamo una leggenda che narrava di un rapace, denominato Avvoltoio degli agnelli, che faceva strage degli armenti. Niente di più falso perché, come il grifone, questo volatile non era altro che uno spazzino, si cibava solamente di carogne di animali morti per chissà quale motivo.
La nomea gli valse però una caccia spietata, tanto che in Sardegna si estinse.
In questi giorni abbiamo appreso, da una inchiesta giornalistica, che un altro tipo di avvoltoio volteggia intorno alle coste occidentali della Sardegna cercando di impadronirsi del suo mare, con lo scopo di avviare ricerche di petrolio e gas nei suoi fondali.
Una storia della quale avevamo avuto alcune avvisaglie nel 2018. Poi silenzio. L'ipotesi era quella che la nostra diplomazia avesse dato l'altolà agli avvoltoi algerini o turchi che fossero. Invece, almeno a sentire l'inchiesta giornalistica, l'Algeria, spalleggiata dai turchi, avrebbe allargato il suo raggio di influenza a ridosso delle coste occidentali della Sardegna, dal sud sino al nord, Santuario dei cetacei tra Sardegna e Corsica compreso.
Sembrerebbe una vera e propria azione di pirateria che di diplomatico ha ben poco.
Se le informazioni, che scaturiscono dall'inchiesta del più importante quotidiano sardo, fossero confermate, ci sarebbe da chiedersi se sia possibile che tutto ciò avvenga nel silenzio più assoluto, soprattutto da parte del Governo regionale. Un Governo a guida del Partito Sardo d'Azione, quanto di più Sardo si possa chiedere ad un organismo amministrativo e politico. Visto quel che starebbe accadendo gli chiediamo: agire o dormire?


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