Quale futuro?


Alcuni giorni fa, mi si accusava di essere stato un po’ duro nei confronti del governo italiano e del suo premier Giuseppe Conte.
Devo confessare che gli ultimi avvenimenti non hanno di certo modificato il mio pensiero anzi, semmai, hanno accentuato quelle mie precedenti impressioni alle quali si somma ora una forte preoccupazione per il futuro di tutti noi.
Lentamente, ma inesorabilmente, i maggiori sponsor della nascita di questo governo stanno prendendone le distanze per cercare di non restare coinvolti dalla tempesta perfetta. Per primi Renzi, Mattarella e, a seguire, i Cinque stelle con tanti distinguo.
Gli stessi Cinque stelle che, due anni fa, hanno tirato fuori dal cilindro quel Giuseppe Conte che, loro pensavano, potesse essere funzionale alla loro strategia. I Cinque stelle, sempre loro, che con i loro voti hanno reso possibile anche il varo di questo esecutivo europeo. Una vera Caporetto.
Arriviamo, infine, all’asse di contrasto al Covid 19, formato da Conte, Speranza, Borrelli e Arcuri, che sta facendo acqua da tutte le parti. Con il degno supporto della Lamorgese, Ministro dell'Interno, e di Boccia Ministro per gli Affari regionali.
Numeri, ipotesi, decreti, proclami, moduli e conferenze stampa che non fanno che accentuare le preoccupazioni e stanno portando gli italiani all’esasperazione. Quasi un teatrino, al quale fanno da contraltare i crudi reportage da tutta l’Italia che raccontano della disperazione dei governatori, dei sindaci, degli operatori sanitari negli ospedali, per la cronica carenza di presidi sanitari che sono vitali per la tutela della sicurezza e per gli interventi di soccorso e cura ai contagiati.
Nei rapporti con l'Europa va ancora peggio e la pseudo fermezza mostrata da Conte sa di bluff. Mollato anche da Macron, completamente inaffidabile e partner fidato della Merkel gli è rimasto a fianco solo il disperato premier spagnolo. Della strategia economica per affrontare la crisi se ne riparlerà fra due settimane. Si attende, probabilmente, una forte presa di posizione del Commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni!!!!
O, forse, la pseudo presa di posizione di Conte non è altro che un disperato tentativo per accreditarsi per un terzo mandato. Un mandato per guidare l'ormai improcrastinabile governo di salute pubblica nel quale, a Mario Draghi, si chiederà di compiere un nuovo miracolo dopo quello del “quantitative easing”, che in tempi non sospetti ha già tenuto a galla l'Italia. Ma Draghi accetterà mai un ruolo di secondo livello, subalterno al signor Nessuno? Comunque sia, è necessario che i grandi burattinai della politica italiana prendano una decisione alla svelta, sperando che azzecchino le scelte conseguenti.
Per ora siamo tutti attanagliati dalla paura ma fra alcuni mesi, davanti all’incertezza del quotidiano, la mancanza di lavoro, la mancanza di risorse e, speriamo di no, la miseria, allora alla paura potrebbe sostituirsi l’istinto di sopravvivenza.
E la storia ci insegna che bisogna far di tutto perché non si arrivi a quel punto.


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